Farmaci Omeopatici e Gravidanza

La gravidanza è, in generale, un ottimo momento per avvicinarsi all’utilizzo dell’omeopatia.

Normalmente è da evitare l’assunzione dei farmaci tradizionali non solo durante i primi tre mesi, ma sarebbe preferibile farlo per tutti e nove.

Ricordiamo che l’assunzione di farmaci allopatici durante i primi tre mesi di gravidanza può dare teratogenesi, cioè rischi di malformazioni del feto.

Per teratogenesi si intende lo sviluppo anomalo di organi nell'embrione, per cause di varia natura, sia dal punto di vista funzionale che strutturale. Tra esse i farmaci assunti dalla madre durante la gravidanza hanno una notevole importanza. Risulta perciò importante lo studio del fattore di rischio teratogenico di ogni farmaco, per evitarne l'assunzione durante i periodi in cui esso potrebbe danneggiare l'embrione.

Quindi scopo del gioco sarebbe evitare, se non estremamente necessario, l’assunzione di farmaci o comunque di sostanze esterne di qualsiasi tipo durante questo periodo.

É da sconfessare anche il mito che i prodotti fitoterapia, poiché naturali possano essere assunti in gravidanza. Prima di assumere un prodotto fitoterapia è sempre bene leggerne attentamente le indicazioni e le controindicazione riportate sul confezionamento.

Proprio qui entra in ballo l’omeopatia come metodo di cura, non tanto perché la maggior parte dei ceppi provengono dal mondo vegetale, quanto per il modo in cui tali farmaci vengono preparati cioè la diluizione e la dinamizzazione.

Nel corso di questo articolo non parleremo dei rimedi specifici da utilizzare per i singoli fastidi o malattie, lasciando questo delicato compito al medico omeopata o al ginecologo specializzato.

Daremo piuttosto una visone generale di quel che l’omeopatia può fare in questo periodo così delicato della vita di una donna.

Continuando a diluire i preparati omeopatici sappiamo che superato infatti il numero di Avogadro sappiamo infatti che una soluzione non contiene più alcuna molecola di soluto.

Da qui parte infatti la polemica nell’utilizzo dell’omeopatia.  I detrattori utilizzano questa informazione per dichiarare che sopra una certa diluizione. Precisamente sopra la 12 CH nella soluzione non ch’è più materia, pertanto granuli e globuli vengono impregnati con acqua fresca!

Tralasciando ovviamente un piccolo particolare relativo alla quantità di energia immessa nel farmaco in fase di preparazione sotto forma di successioni e tralasciando la famosa polemica sulla memoria dell’acqua.

Non essendo questa la sede per affrontare questi argomenti, possiamo semplicemente prendere questa informazione che i famaci omeoaptici dalla 12 CH in poi non contengono più tracce del ceppi di origine con cui sono stati preparati. Contendono solo saccarosio che è stato impregnato con una soluzione acquosa che un tempo conteneva un soluto del quale dopo numerose diluizioni e dinamizzazioni non c’è più traccia.

É possibile pertanto intervenire su tutte le patologie e i piccoli fastidi che la gravida avrà nel corso dei nove mesi di gravidanza.

Dandoci un’arma in più per combattere una serie di fastidi o piccole patologie che diversamente dovremmo solamente far sopportare alla gravida con pazienza.

Tra le categorie di farmaci più utilizzati in gravidanza ci sono quelli per la riduzione delle nausee e dei vomiti gravidici. Ipeca, Sepia ed Ignazia sono alcuni dei farmaci più utilizzati. Si possono assumente alla 15 CH alla dose di tre granuli 2-3 volte al giorno.

Abbiamo poi tutta la serie dei problemi legati al alto circolatorio: gambe pesanti, ritenzione idrica, emorroidi e quant’altro.

Tutta la parte relativa alle malattie infettive relative alle vie respiratorie superiori.

Per non parlare poi delle problematiche Arturo muscolari e nevralgiche come lombaggine, mal di schiena e sciatiche varie…

Ed ancora tutta la famiglia dei farmaci per il mal di testa. Spesso chi ha mal di testa , soprattutto legato al ciclo mestruale e di conseguenza legato alle fluttuazioni ormonali durante la gravidanza viene graziata proprio a causa dell’instaurarsi di un nuovo equilibrio ormonale.

Altri tipi di mal di testa però non è detto che diano tregua. Pertanto anche in questo caso, per non ricorrere ad analgesici o a preparati anti-emicranici, c’è la possibilità di utilizzare, anche al bisogno franchi omeopatici ultra-diluiti.

C’è poi un argomento estremamente interessante a cui accennare.

Ricordiamo che dal punto di vista omeopatico tutte le patologie possono essere racchiuse in degli enormi contenitori detti DIATESI.

Definiremo qui Diatesi come la tendenza o la predisposizione genetica di un individuo ad ammalarsi di una tale malattia.

Le diatesi ci vengono trasmesse biologicamente appunto dai nostri genitori e segnano le famose predisposizioni che tutti noi abbiamo ad ammalarci di qualcosa.

Un simpatico regalo genetico che i nostri genitori ci fanno tramandandoci tendenze patologiche e predisposizioni a .

L’omeopatia per frenare in qualche modo questo tendenze, ricorre a preparati bioterapia che vanno sotto il nome di Nodosi.

Il medico omeopata arriva generalmente alla prescrizione di un nosode alla fine di un percorso terapeutico, proprio per evitare che la malattia si ripresenti. Con la speranza che si ripresenti il più tardi possibile o nn si ripresenti affatto.

Partendo dallo studio dei soggetti procreatori, e dalla loro diatesi o tendenze patologiche, vi è la possibilità si somministrare i nodosi in gravidanza per tentare di bloccare nel nascituro la predisposizione genetica ad alcune malattie.

Esistono diversi metodi di somministrazioni dei nosodi. Il medico può prescrivere a rotazione tutti e quattro i nodosi principali nel corso dei nove mesi a diluizione molto alte, oppure può farlo miratamente e solo in alcuni intervalli temporali normalmente legati allo stadio di sviluppo di alcuni tessuti, organi o apparati del feto.

Rimane comunque una pratica che solo medici omeopati esperti sono in grado di prescrivere, ma tuttavia andava accennata come possibilità terapeuti che l’omeopatia dà.

Questa pratica si utilizza spesso quando anche in caso di gravidanze che , anche ripetutamente, non vanno buon fine. Con l’aiuto di un medico omeopata esperto è possibile affrontare anche questa problematica.

Ovviamente è possibile, soprattutto nell’ultimo trimestre di gravidanza, quando ormai non ci sono più rischi per la sicurezza del feto, poter assumere farmaci omeopatici complessi quando necessario. Rimane comunque una pratica sicura anche se la diluizione scende sotto la 12 CH.

Subcategories

    Ci dispiace dell'inconveniente.

    Non riusciamo a trovare quello che stavi cercando ma puoi dare un'occhiata ai nostri prodotti: